Il senso del piombo - estrapolazioni

CDR sul Mucchio n° 665 - A. Provinciali

Nella sventrata e degradata periferia di Roma è ambientato l'esordio letterario di Luca Moretti, classe '77. Una storia di intrecci ben congeniata non troppo distante dalla realtà, con protagonista un gruppo di giovani sbandati che s'imbatte in un grosso quantitativo di cocaina.
Sangue, risse, stupri, crimini di ogni tipo, denaro sporco e tanta, tanta droga (con tanto di glossario in appendice).
La banda della Magliana è rievocata, qua e là tra le righe del testo. Scritto con un linguaggio fresco e asciutto, Cani da rapina si muove tra reminescenze pulp - e orizzonti pasoliniani - sopratutto per la descrizione della vita amara di borgata - con un ritmo serrato e coinvolgente.
Lo stesso incedere schiumante di rabbia del combattimento tra cani che apre il libro: agile come un ADBA (esemplare dell'American Dog Breeder Association) e feroce come un bandog (incrocio tra un grosso molosso e un pitbull).

La mia pistola

Grammatico VS Moretti (Periodico Italiano)

Luca, lei hai curato due antologie, due raccolte di racconti e adesso ha pubblicato il suo primo romanzo. Ce ne vuole parlare?
E’ un romanzo ambientato a Roma, la storia di un fiume, giallo come piscio di vacca, e di una foce, che, ahimè, non è e non sarà mai la Sorgente. Alcuni ragazzi da quella foce cercano di risalire con ogni mezzo. Gli esiti saranno melodrammatici.

Ha anche curato un laboratorio di scrittura nel centro diurno di STRADA SOCIALE. Prima di parlarci di quest’esperienza, ci spiegherebbe cos’è Strada Sociale?
Come recita il loro motto: è la prima strada dell’economia sociale a Roma. Ma questo è riduttivo. E’ innanzitutto un luogo, più precisamente una strada (via A. Toscani, Monteverde RM) in cui delle persone veramente in gamba da molti anni cercano di sviluppare una nuova concezione del “Sociale” coagulando in un nodo nevralgico del territorio, appunto una strada, tutta una serie di attività: un centro diurno, un bar, dei negozi, alcune case famiglia. Sia i ragazzi del centro, che gli operatori, che la gente del quartiere, sono coinvolti in una vita comune “esemplare”. In realtà ogni cosa che dico di Strada Sociale rende riduttiva l’immagine che meriterebbe, vi ho dato l’indirizzo, andate a dare un’occhiata!

Com’è nata l’idea di un corso di scrittura per ragazzi con problemi e perché?
Perché i corsi di scrittura classici dedicati a donne sole e sulla via del declino non mi affascinavano poi tanto. Non so. Posso dire che l’idea si è rivelata azzeccata. E’ una delle cose più belle che mi siano capitate negli ultimi anni. Devo ringraziare Fabio Magrini, una persona molto in gamba che in quella Strada dirige il traffico.

Com’è strutturato il corso? Quali sono gli obbiettivi?
Con i ragazzi ci si vede due volte alla settimana per circa due ore. Abbiamo percorso la via che conduce all’atto creativo e quindi alla scrittura. Il nostro obiettivo è quello di comporre insieme un’antologia di racconti. I ragazzi saranno coinvolti sia nella creazione che nella stesura editoriale del libro, nell’editing e nell’impaginazione. Oltre al mio apporto e al prezioso aiuto degli operatori del Centro interverranno alcuni “addetti ai lavori”, scrittori ed editor. Tutto molto semplice.

Quante persone partecipano al corso?
Dipende dal tempo e dall’inclinazione dei raggi solari nella zona di Monteverde a Roma. Dal ritardo dei treni, degli autobus, dai programmi televisivi, dalla febbre e dalla fila alla posta. Siamo tanti ma risulta ancora difficile fare l’appello.

Qual è la difficoltà maggiore che ha incontrato?
Senza dubbio perdere alcune convinzioni riguardo la scrittura che conservavo ormai da troppi anni, ricominciare da capo, usare un’immagine, uno stimolo qualsiasi. Denudarsi e rivestirsi di nuovo.

Scriverà un giorno di quest’esperienza?
Racconto ogni giorno di questa esperienza, saranno i “ragazzi” che ne scriveranno, lascio a loro questa incombenza, anche perché, ne sono sicuro, saranno molto più bravi e audaci di me.


Essi serio